VIDEO/ Il Comandante Cagnazzo presenta il calendario dell’Arma: “Un tuffo nella nostra storia e nei siti Unesco del Belpaese”

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Antonella Marano – Oggi (29 novembre ndr), presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, il Colonnello Massimo Cagnazzo, ha presentato alla stampa il calendario e l’agenda storica 2019 dell’Arma dei Carabinieri. Dodici mesi in cui la storia dell’Arma si intreccia a quella del Belpaese e al suo cospicuo patrimonio artistico-culturale.

Ogni pagina, infatti, racchiude l’impegno dei carabinieri per la sicurezza e la tutela del territorio. Ogni mese ricorda un reparto: dai caschi blu ai Gis, dai Ris ai carabinieri forestali, fino ai militari impegnati nelle missioni di pace all’estero ed ai carabinieri dell’Api – Aliquote di Primo Intervento dei Carabinieri.

“Questa edizione – ha dichiarato il Comandante –  è stata pensata per la ricorrenza dei 50 anni dalla nascita dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la “World Heritage list”. Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica, in provincia di Brescia, e costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo.  

Oggi la nostra nazione è la prima al mondo a custodirne ben 54. Scrigno di un’immensa ricchezza da salvaguardare e valorizzare. Tra i siti figura anche l’Abbazia del Goleto, un vero e proprio gioiello irpino, situato a Sant’Angelo dei Lombardi.

Il Comandante Provinciale, dopo aver salutato i presenti, ha descritto le tavole del calendario, anche quest’anno frutto di un’accurata ricerca estetica, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo. Il calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie.

Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.

“In parallelo alle ‘bellezze’ storiche del Belpaese – prosegue Cagnazzo –  è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi caschi blu della cultura all’Unesco.

Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e principalmente di volti, fusi nell’insieme, ad indicare che il Carabiniere è parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”.

L’AGENDA STORICA 2019

L’Agenda Storica 2019 è incentrata sul tema “I Carabinieri nella letteratura”, con uno specifico inserto curato dal prof. Pietro Sisto. Viene proposta una carrellata di romanzi dedicati ai Carabinieri nel corso dei due secoli della loro storia. Tra le opere dell’Ottocento si trovano il carme “La rassegna di Novara” di Costantino Nigra, con il verso “usi obbedir tacendo e tacendo morir”, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

Fra i classici del Novecento si ricordano I Racconti del Maresciallo di Mario Soldati e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia. Si arriva infine ai nostri giorni, con i romanzi di Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio, di Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, di Piero Colaprico e di altri ancora.

Al termine il Colonnello Massimo Cagnazzo, ha evidenziato lo stile moderno e funzionale dell’Agenda, attento alle innovazioni tecnologiche, ed i tradizionali valori morali e sociali che da sempre sostengono e contraddistinguono l’opera dell’Arma dei Carabinieri al servizio delle nostre comunità, di ogni cittadino e specie di chi ha più bisogno.

Valori che devono essere perpetuati e riaffermati nel tempo perché costituiscono la base morale di un modo di sentire fondante e insopprimibile, che fa dell’Arma una forza coesa, affidabile ed efficiente, un’istituzione moderna e dinamica, protesa al futuro che guarda con giustificato ottimismo e rinnovato vigore.