Falda inquinata a Montoro, il Movimento Cinque Stelle porta il caso in Parlamento

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MONTORO- Il caso dell’acqua inquinata dal tetracoloroetileene finisce in Parlamento. Un’ interrogazione a risposta scritta presentata dal senatore del Movimento Cinque Stelle Orfeo Mazzella e altri nove rappresentanti del gruppo M5S a Palazza Madama ai Ministri della salute e dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
Il senatore Mazzella era stato anche a Montoro, per un incontro sollecitato dal gruppo M5S della cittadina della Valle dell’Irno: “come denunciato dal circolo Legambiente Valle Solofrana- si legge nell’interrogazione- in data 29 ottobre 2024, con PEC inoltrata alla Regione Campania, al Comune di Montoro e a tutti gli enti preposti: “vista la pericolosità del PCE e delle concentrazioni che dal 2014 persistono nelle falde sotterranee sia superficiale che profonda confermate anche dai risultati analitici allegati al piano della caratterizzazione, come portatori d’interessi abbiamo da sempre denunciato ed evidenziato che dal 2015, anno di approvazione del Piano di Caratterizzazione, ci sono stati momenti di totale stasi, in particolare quando a subentrare all’ATO Calore Irpino sono stati i comuni di Solofra (capofila) e Montoro, fino al 2022 con l’intervento della Giunta Regionale della Campania”. E ha aggiunto: “in data 7 novembre 2024, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo, in un’interrogazione con risposta immediata al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, relativamente all’inquinamento del torrente Solofrana storicamente affetto da problemi ambientali legati al rilascio di reflui dalle industrie conciarie, ha riferito che: “Nonostante l’esistenza di impianti di depurazione nel territorio, la contaminazione, in particolare quella da tetracloroetilene, continua a persistere, come anche evidenziato da un recente rapporto di Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) Campania. Più precisamente, per quanto riguarda la matrice suolo e relativamente ai campioni di acqua sotterranea, il sito della falda profonda Solofrana-Montorese risulta potenzialmente contaminato per il superamento delle relative concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per il tetracloroetilene (…). Il depuratore di Solofra è gestito da Cogei S.r.l. e la giunta comunale di Solofra prevede la riorganizzazione del servizio idrico e il trasferimento della gestione dell’impianto di depurazione a una nuova società mista Consorzio disinquinamento Solofra (Codiso) S.p.A., con maggioranza comunale e minoranza di imprenditori privati del settore conciario. Si evidenziano preoccupazioni riguardo ai potenziali conflitti di interesse, in quanto le aziende conciarie sarebbero coinvolte nella gestione del depuratore che tratta i loro stessi reflui, e alla necessità di non far pagare agli incolpevoli cittadini contribuenti un’eventuale bonifica”. In risposta il ministro Pichetto Fratin ha riferito che il Ministero “si è attivato per richiedere agli enti territorialmente interessati di fornire elementi in merito alla sussistenza di eventuali profili di danno o minaccia di danno ambientale”.

Ha continuato nella sua ricostuzione: “in data 16 dicembre 2024 il Comune di Montoro ha ordinato, con decorrenza immediata, il divieto d’uso per il consumo umano dell’acqua erogata su territorio comunale sino a diverse indicazioni in merito da parte degli enti preposti per la revoca dell’ordinanza, atteso che l’acqua prelevata dai pozzi di Chiusa non risulta idonea per il consumo alimentare. Quanto descritto discende dal ravvisato superamento dei valori della somma del tetracloroetilene e tricloroetilene non solo prima del trattamento, ma anche dopo i filtri 1 e 2 e nell’acqua in uscita verso il centro urbano. Pertanto, il servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (SIAN) della ASL di Avellino ha diffidato il gestore del servizio Alto calore S.p.A. ad individuare tempestivamente le cause della non conformità e attuare gli urgenti correttivi gestionali necessari all’immediato ripristino della qualità dell’acqua erogata, oltre a inviare una relazione in merito alle possibili cause che hanno determinato tale superamento dei limiti di legge dopo l’impianto di trattamento nonché i risultati dei controlli interni effettuati; in particolare, è stato riscontrato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per una serie di sostanze, inclusi idrocarburi, dibenzo (a, h) pirene, cobalto, arsenico, piombo, selenio, zinco, tetracloroetilene, sommatoria degli organoalogenati, cromo Vi, 1,1,2 tricloroetano, esaclorobutadiene, ferro, alluminio, fluoruri, 1,1 dicloroetilene e antimonio; si ritiene fondata la preoccupazione che gli inquinanti presenti nel sottosuolo possano diffondersi, se questo non è già accaduto, nelle aree di falda dei territori adiacenti.

Per questo è stato chiesto dal senatore nella sua interrogazione: “se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle ultime analisi condotte sul territorio del bacino idrografico del fiume Sarno e se condividano l’opportunità che i Comuni e gli enti che hanno avuto ed hanno accesso alle informazioni sulle analisi che evidenziano un diffuso inquinamento li palesino in modo trasparente alla cittadinanza; se ritengano che l’inquinamento su Solofra e Montoro incida anche su altri territori limitrofi e se, pertanto, intendano procedere, nel perimetro di propria competenza, con un piano di caratterizzazione delle falde che si ritiene che possano essere state ammalorate dagli inquinanti; se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, ritengano di condurre ulteriori approfondimenti di natura tecnico-scientifica a tutela della salute di tutti gli abitanti così da valutare se l’inquinamento possa essere diffuso in aree più vaste; se, anche alla luce delle ripetute segnalazioni ad evidenza pubblica di Legambiente e del giornalista Buscé, si ravvisino condotte illecite, omissive ovvero negligenti da parte degli attori preposti; se il Ministro della salute condivida l’opportunità di procedere, ad horas, con un’attività di screening sanitario delle popolazioni che sarebbero potute venire a contatto con gli inquinanti dannosi per la salute pubblica; se il Ministro dell’ambiente ritenga di attivarsi affinché si proceda con un’operazione di bonifica dei siti inquinati.