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Domenica di sangue al Carcere di Sant’Angelo: la nota del Sappe

Dopo i fatti di Sant’Angelo dei Lombardi, si riporta la nota della segreteria Nazionale Sappe Emilio Fattorello.

Domenica di sangue e violenza nel Carcere di S. Angelo dei Lombardi: “L’istituto di S. Angelo considerato una eccellenza nello scenario penitenziario nazionale oggi è alla ribalta della cronaca per la violenza posta in essere dai ristretti che godono del regime di custodia aperta che diviene sempre più poco controllabile da un personale di Polizia Penitenziaria sottorganico e privo di adeguati mezzi. L’istituto risulta essere privo di direttore titolare e del Comandante del Reparto assente da tempo.

Una rissa è scoppiata alla terza sezione dove si sono fronteggiati un gruppo di detenuti albanesi contro detenuti italiani di origini napoletane. Una decina di albanesi sono venuti allo scontro fisico con 7 italiani, sembrerebbe per imporre la propria leadership all’interno della sezione detentiva.

Almeno questo è quello che trapela dalle poche notizie sull’evento critico che questa mattina ha fatto vivere veri momenti di tensione nel penitenziario irpino. Cinque detenuti italiani hanno avuto la peggio e sono stati trasportati al locale Ospecives. Due di essi hanno riportato vaste ferite e suturati con 40/50 punti poiché colpiti con inaudita violenza dagli albanesi armati con piedi di tavoli in dotazione.

La situazione al momento sotto controllo non è degenerata grazie al professionale intervento delle poche unità della Polizia Penitenziaria oggi in servizio, che sono state poi supportate dal personale libero dal servizio che è giunto sul posto.

L’istituto risulta essere privo di direttore titolare e del Comandante del Reparto, assente da tempo. Il SAPPE esprime il proprio encomio ai colleghi che hanno garantito ancora l’ordine e sicurezza della struttura durante e dopo i tumulti”.

Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri.

“’E’ sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere quasi 20mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

Ed evidenzia: “I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni – che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante – sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle!”

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